Publicado 18/03/2021 08:01CET

Standard Ethics sube el rating de Red Eléctrica (IV)

Corporate, Security, Country: tre tipi di rating

Il Corporate SER è assegnato ad un ente nel suo complesso (che sia un emittente o meno).

   

Il Security SER è assegnato ad un'emissione General-Purpose (obbligazione o altri strumenti di debito finanziario). Tuttavia, l'analisi tiene conto dell'emittente, della sua natura e dei suoi piani industriali, nonché delle sue strategie di sviluppo e sostenibilità.

Il Country SER valuta le nazioni Ocse a cui sono state aggiunte nel corso del tempo: Argentina, Brasile, Bulgaria, Cina, Egitto, India, Romania, Russia, Sud Africa e lo Stato della Città del Vaticano. Nel valutare le nazioni, Standard Ethics favorisce le nazioni dalla democrazia stabile e collaudata, tesa a soddisfare i più alti requisiti in termini di diritti umani, in termini di politiche ambientali, di relazioni con i paesi in via di sviluppo, di sostenibilità delle strutture economiche, in grado di garantire alti livelli sostanziali e formali di democrazia e di sicurezza comune.

   

Pubblicazione degli Standard Ethics Rating

L'agenzia pubblica i rating (“solicited o “unsolicited) attribuiti ai componenti (constituent) dei propri indici. Non assume impegni per gli altri.

   

Classi dello Standard Ethics Rating

Le valutazioni finali sul livello di conformità delle aziende, delle emissioni e delle nazioni ai principi di sostenibilità (principi di Standard Ethics) sono espresse attraverso nove diverse classi dello Standard Ethics Rating: EEE; EEE-; EE+, EE, EE-, E+, E, E-, F. Il livello “EE-” o superiore, indica una opinione di “conformità”. Ogni singola classe di rating può avere un Outlook positivo o negativo. Qualora una entità fosse declassata a livello “F”, detenere suoi titoli potrebbe avere un impatto negativo ed una Security Segregation Impact Notice (SSIN) fornirà i dettagli.

Le nazioni e le imprese che non rispettano i valori espressi dalle sopra citate organizzazioni o che non forniscono dati pubblici sufficienti ai necessari approfondimenti, non ricevono valutazioni e sono “sospesi”. Tra gli emittenti “sospesi” vengono inseriti anche i casi in cui si è in attesa di informazioni, evoluzioni o chiarimenti.

   

Elementi standard richiesti alle società quotate

Nel caso delle società quotate, la “tripla E” viene assegnata se sussistono alcuni presupposti standard, tra cui, la previsione statutaria del rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani approvata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948 (e delle principali norme internazionali che la completano e specificano), ed in termini generali, l’adeguamento della propria struttura alle indicazioni di sostenibilità e corporate governance più avanzate. Le condizioni fondamentali che le imprese quotate devono rispettare sono le seguenti: una posizione competitiva e non monopolistica e senza il coinvolgimento in cartelli competitivi; un capitale liberamente quotato ed acquistabile e con i medesimi diritti sostanziali (es. i patti di sindacato, a secondo della tipologia, possono comportare una valutazione negativa); una proprietà ampiamente diffusa e priva di posizioni dominanti o azionisti di controllo controbilanciati da adeguati strumenti di governo e controllo; tutti i consiglieri d’amministrazione indipendenti dalla proprietà e sottoposti ad un Codice di Condotta che garantisca un operato trasparente; una procedura interna e di controllo che verifichi il rispetto degli standard internazionalmente riconosciuti più aggiornati in materia sociale ed ambientale (Onu; Ocse; UE). Altri elementi positivi sono: una selezione del personale trasparente (compresi i dirigenti); un organismo indipendente di controllo interno (e/o gestione rischi), auspicabilmente collegato all'Assemblea dei Soci ed operativo sino al livello del CdA, per verificare il rispetto delle indicazioni comunitarie e dei principi sui conflitti di interesse, sulla corporate governance, su contabilità e finanza straordinaria, promossi dalla UE, dall’Onu e dall’Ocse; un ufficio di relazioni esterne e di comunicazione che in linea con le ultime norme ed il principio “Comply or Explain”, comunica all’esterno con regolarità ed indipendenza.

   

Analisi della vulnerabilità e dei rischi                                                                                                                                                                  

Lo Standard Ethics Rating non è un rating con funzioni predittive e non è un modello probabilistico. Nondimeno, come sosteneva l’economista Irving Fisher: “Il futuro getta la sua ombra nel presente”; pertanto, l’analisi condotta sia sulle policy e sia sulla governance aziendale evidenzia dei livelli di vulnerabilità implicita rispetto al futuro. Vulnerabilità derivante da rischi economici, operativi e reputazionali. Questi ultimi, diversamente dalle prassi più diffuse, sono classificati da Standard Ethics (dal 2011) in primari e secondari, dove i rischi reputazionali primari hanno propria natura e non derivano dai rischi operativi. Questa classificazione introduce elementi originali nell’analisi della vulnerabilità e porta a ritenere che le società classificate almeno con la “doppia E”, siano strutturalmente più idonee a sopportare eventi negativi severi (economici, operativi o reputazionali) e siano ritenute in grado di ridurne la loro potenziale frequenza.      

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